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Dal 16/10/2021
Casina dei Vallati (Roma)

16 ottobre 1943. Geografia di una Deportazione

16 ottobre 1943. Geografia di una Deportazione
a cura di Marco Caviglia, Isabella Insolvibile, Amedeo Osti Guerrazzi

Si tratta di una mappa virtuale interattiva, che ricostruisce gli arresti e le deportazioni avvenuti a Roma il 16 ottobre 1943.

Grazie a una serie di documenti, fotografie, contenuti audio e video, l’utente può navigare ogni pin, cioè ogni luogo in cui è avvenuto un arresto e leggere documenti, ascoltare testimonianze e trovare approfondimenti.

L’espressione “La Razzia del Ghetto” è passata alla storia e nella memoria pubblica per indicare l’arresto e la prima deportazione degli ebrei romani (avvenuti il 16 ottobre 1943). Come però spesso accade, la memoria collettiva è soggetta a scherzi e ad errori. Non fu “La razzia del Ghetto”, prima di tutto perché il Ghetto di Roma non esisteva più dal 1870, e poi perché la razzia non si limitò al quartiere ebraico.
Gli ebrei romani furono arrestati in tutta la città, dal centro all’estrema periferia. Da via del Corso (allora Corso Umberto), a via del Portonaccio. Dai Parioli a Prati.
Oltre 1200 persone (donne, uomini, bambini), furono strappati dalle loro case sotto gli occhi di tutti.

La definizione “Razzia del Ghetto” è soltanto un altro sintomo della cattiva coscienza di una città che non solo fece poco o niente, per salvare i suoi concittadini ebrei quel tragico sabato, ma che ha voluto cancellare le sue responsabilità negando di aver saputo, di aver visto, di aver potuto fare qualcosa. Concentrando la razzia nel “Ghetto”, si vuole distaccare la parola “Roma” dall’altra, ben più pesante, di Shoah.

Gli studi storici hanno già accertato questi fatti: testi importanti (Silvia Haia Antonucci, Claudio Procaccia, Gabriele Rigano, Giancarlo Spizzichino (a cura di), Roma, 16 ottobre 1943. Anatomia di una deportazione, Roma, Guerini e Associati, 2006; Marcello Pezzetti (a cura di), 16 ottobre 1943. La razzia, Roma, Gangemi, 2017), hanno pubblicato mappe che dimostrano quanto la razzia fu estesa, e l’impegno profuso dai nazisti nell’andare a cercare le loro vittime ovunque potessero arrivare.

La mappa virtuale “16 ottobre 1943. Geografia di una Deportazione”, prodotta dalla Fondazione Museo della Shoah, intende mettere a disposizione del grande pubblico uno strumento di studio attraverso i più aggiornati dispositivi tecnologici, per poter capire esattamente come, e dove, si svolse la razzia. Mediante una mappa interattiva, gli utenti possono avere una visione d’insieme, ed anche una serie di approfondimenti per “vivere” realmente ciò che avvenne quel 16 ottobre di 78 anni or sono.

Ingresso libero

dalla domenica al giovedì dalle 10.00 alle 17.00 – venerdì 10.00 – 13.00 Sabato e festività ebraiche CHIUSO

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