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Mostra fotografica virtuale: “La Guerra in Italia: donne, uomini e territorio”
A cura di Amedeo Osti Guerrazzi

Realizzata in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia
Finanziata tramite il Fondo italo-tedesco per il Futuro

La mostra: “La Guerra in Italia: donne, uomini e territorio” è una mostra fotografica virtuale visitabile on line.

Il concetto alla base è quello di mostrare gli effetti della guerra sulle persone e sul territorio, incentrandosi sulla violenza che colpisce le vittime e sugli effetti brutalizzanti sui perpetratori.

La mostra non vuole spiegare la guerra in Italia, ma vuole far capire al visitatore, attraverso fotografie particolarmente significative, cosa vuol dire combattere o subire la guerra. La mostra è divisa in due sezioni. Gli uomini in armi (i tedeschi, i fascisti, i partigiani, gli alleati) e gli inermi (deportati, vittime civili, ebrei, il territorio).

Ogni fotografia è stata elaborata graficamente in modo immersivo da poter esaltare i particolari che spieghino gli effetti della violenza sulle persone e sulle cose.

Ogni fotografia è accompagnata da testi e voci narranti di attori professionisti che spiegano il contesto della fotografia stessa.

Quando possibile, le fotografie sono accompagnate da video testimonianze di sopravvissuti e testimoni.

Amedeo Osti Guerrazzi, curatore della mostra racconta come “La guerra in Italia è una mostra fotografica virtuale, che intende raccontare gli effetti devastanti della violenza sulle persone.

È una mostra sugli avvenimenti italiani del 1940-1945, ma ha un significato molto più ampio e generale. Attraverso l’utilizzo di grafiche innovative e fotografie provenienti da numerosi archivi italiani e stranieri, la mostra disegna un racconto del dolore applicabile a qualsiasi conflitto”.

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Mostra on line “1938 – La Storia”
a cura di Sara Berger e Marcello Pezzetti

La mostra “1938. La Storia” è da oggi disponibile nella sua versione Digital
Con questa iniziativa la Fondazione Museo della Shoah, facendo fronte alla temporanea chiusura di tutti i musei italiani a causa dell’emergenza Covid, rinnova il suo impegno nell’esplorare le potenzialità del Digital come mezzo per veicolare contenuti dedicati alla memoria, con mostre, lezioni, conferenze e presentazioni online.

La versione Digital di “1938. La storia” permetterà ai visitatori, agli studiosi, agli insegnanti e agli studenti di continuare nelle attività dedicate alla memoria della Shoah.

La mostra “1938. La Storia” è stata realizzata, organizzata ed allestita presso la sede espositiva della Fondazione, Casina dei Vallati dal 2017 al 2018.

L’esposizione, a cura di Marcello Pezzetti e Sara Berger, narra una delle pagine più vergognose della storia d’Italia, approfondendo il periodo di persecuzione dei diritti dell’Italia fascista che travolse le vite scolastiche, lavorative e sociali di tutti gli ebrei italiani e residenti sulla penisola.

Dopo un’introduzione relativa alla vita degli ebrei nel periodo precedente alla promulgazione delle leggi, l’esposizione si focalizza sulla loro stesura, quindi sul loro varo, per poi passare alla comparsa di una serie di atti amministrativi che estesero esclusioni e divieti agli ambiti più minuti della società italiana. Vengono considerate anche le reazioni alla politica antiebraica fascista sia da parte delle stesse vittime, sia della società italiana in genere, sia dell’opinione pubblica estera. L’esposizione chiude con uno sguardo sul periodo della persecuzione delle vite, ovvero quello compreso tra il 1943 e il 1945.

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Sito Web Percorsi della Shoah

Questo progetto intende fornire agli studiosi alcune fonti riguardanti i processi svoltisi nell’immediato dopoguerra contro quegli italiani che, in varie forme, hanno collaborato con i nazisti nella persecuzione dei loro concittadini definiti “di razza ebraica”.

Si tratta delle sentenze complete, o estratti, delle Corti di Assise Straordinarie e di altri collegi che si occuparono della punizione dei delitti fascisti. E’ stato uno degli aspetti dell’epurazione, avvenuta nel nostro paese in forma molto parziale, ma che ha comunque coinvolto decine di migliaia di ex fascisti accusati di aver collaborato con i tedeschi durante l’occupazione.

E’ una fonte particolarmente importante per lo studio della persecuzione antiebraica avvenuta durante l’occupazione tedesca, in quanto permette di capire non soltanto i metodi e le procedure utilizzate dai nazisti e dai loro collaboratori, ma anche di avere degli squarci sulla vita quotidiana degli ebrei italiani (ma anche di ebrei stranieri rifugiati in Italia) durante la persecuzione.

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Virtual Tour mostra “Shoah. L’infanzia rubata”

Con la chiusura temporanea di tutti i musei italiani a causa dell’emergenza Covid, la Fondazione Museo della Shoah non si ferma, e lancia un progetto virtuale che permetterà ai visitatori, agli studiosi, agli insegnanti e agli studenti di continuare nelle attività dedicate alla memoria della Shoah.

La mostra “Shoah. L’infanzia rubata”, a cura dell’Associazione Figli della Shoah, è dedicata ai bambini vittime della Shoah.

Grazie alla realizzazione del Virtual Tour, la Fondazione continua ad accogliere virtualmente i visitatori:

è possibile ora visitare online l’esposizione, attingendo a contenuti multimediali, e “camminare” all’interno della sede espositiva della Fondazione Museo della Shoah, Casina dei Vallati a Roma.

La versione virtuale in 3D della mostra, inaugurata alla Casina dei Vallati il 27 gennaio 2020, organizzata dalla Fondazione Museo della Shoah in collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma, è stata realizzata da un’azienda esperta della lavorazione tridimensionale degli ambienti, che ha elaborato il materiale virtuale entrando nelle sale di Casina dei Vallati dove è esposta attualmente la mostra.

Sono stati inoltre realizzati dei video in cui le guide volontarie della Fondazione illustrano i pannelli della mostra. Grazie a pop-up e contenuti multimediali, il tour virtuale della mostra diviene immersivo e realistico.

L’esposizione ripercorre idealmente la negazione dei diritti fondamentali dei bambini ebrei in tutta Europa durante gli anni della persecuzione nazifascista.

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