Saul Friedländer, uno dei più importanti storici della Shoah, offre una riflessione profonda su come interpretare e rappresentare lo sterminio di milioni di persone nel cuore dell’Europa. Il volume, pubblicato da Giuntina e parte della collana “Testi e Studi” della Fondazione Museo della Shoah”, raccoglie i principali saggi metodologici dell’autore e si interroga su questioni fondamentali riguardanti la Shoah.
Il libro esplora il rapporto tra storia e memoria nella ricostruzione di questo evento tragico, analizzando il ruolo dello sguardo e della voce delle vittime accanto alla ricostruzione dell’ideologia e delle azioni politiche e burocratiche della distruzione di massa messe in atto dai nazisti. Friedländer si concentra sul funzionamento della memoria individuale e collettiva e sull’ambigua fascinazione con cui talora è rappresentato il nazismo.
Inoltre, lo studioso riflette sul proprio atteggiamento personale verso lo sterminio degli ebrei, esaminando la memoria traumatica, la capacità di integrarla nella narrazione storica senza prevaricarla e la possibilità di rielaborare insieme storia e memoria. L’obiettivo è una comprensione più profonda di una tragedia apparentemente incommensurabile.


