Omicidio Knoll – dichiarazioni del Presidente della Fondazione Museo della Shoah Mario Venezia

Comunicato stampa – Omicidio Knoll

Fondazione Museo della Shoah – Presidente Mario Venezia

 

Il 26 marzo, Mireille Knoll è stata assassinata a coltellate e poi bruciata nella sua abitazione nel centro di Parigi. Aveva 85 anni e viveva da sola. Molti, forse tutti, non sanno chi sia Mireille e si potrebbe pensare che sia uno dei tanti omicidi che ogni giorno si compiono nelle nostre città. No, l’omicidio di Mireille non può essere catalogato come uno dei tanti omicidi magari per rapina: Mireille era ebrea, era una degli ultimi sopravvissuti alla Shoah francese ed è stata assassinata perchè era ebrea. Questa era la sua “colpa”, la stessa che oltre 70 anni fa portò all’eliminazione di milioni di ebrei esattamente per lo stesso semplice, banale motivo: erano ebrei.

“L’atroce assassinio di Mireille Knoll – dichiara Mario Venezia, Presidente della Fondazione Museo della Shoah – è l’ultimo dei gesti di odio razziale e antisemiti che, sempre più numerosi, si stanno moltiplicando in moltissime città di tanti Paesi europei. È un assassinio odioso perché colpisce una persona molto anziana e sola – continua Mario Venezia – e il pensiero che questa donna sia scampata ai rastrellamenti del Velodrome d’Hiver e abbia trovato una morte così feroce nel cuore dell’Europa, a Parigi, lascia davvero sgomenti e addolorati. Questi fatti però – conclude Venezia – oltre al profondo dolore che suscitano in tutti noi, ci aiutano a comprendere che il mostro razzista è sempre lì, pronto a colpire magari con modalità diverse ma con le motivazioni di sempre. La nostra opera che quotidianamente svolgiamo da questi fatti avrà un’ulteriore impulso e moltiplicheremo le nostre energie per parlare con tutti, in particolare con i giovani avendo come obiettivo irrinunciabile di vivere in una società dove le diversità siano ricchezza e non discriminazione. Perché dalla morte nasca sempre la vita, una vita migliore. Lo dobbiamo a chi, ancora oggi, è vittima della follia razzista.”.