Anteprima nazionale del film di Roberto Faenza “Anita B.”

Martedì 14 gennaio 2014, a Roma presso il cinema Barberini, in piazza Barberini 24/26, si terrà l’anteprima nazionale del film di Roberto Faenza “Anita B.”, prodotto dalla Jean Vigo Italia e da Cinemaundici in collaborazione con Rai Cinema. Il film, che uscirà nelle sale il 16 gennaio 2014, è liberamente ispirato al romanzo “Quanta stella c’è nel cielo”, pubblicato da Garzanti Libri e scritto da Edith Bruck, romanziera e poetessa di origine ungherese.

Anita, un’adolescente di origini ungheresi sopravvissuta ad Auschwitz, è accolta dall’unica parente rimasta viva: Monika, sorella di suo padre, che non vuole essere chiamata zia e vive l’arrivo della nipote come un peso.A Zvikovez, tra le montagne della Cecoslovacchia non lontane da Praga, Monika vive con il maritoAron, il figlioletto Roby e il fratello di Aron, il giovane e attraente Eli, la cui filosofia è spiccia: “gli uomini tirano giù i calzoni, mentre le donne pensano all’amore”.In quel villaggio dei Sudeti, territori in precedenza occupati dai tedeschi, i nazisti vengono rimpatriati a forza e gli scampati trasferiti nelle loro abitazioni, in una situazione di crescente tensione con l’avvento del comunismo.Attorno ad Anita, uomini e donne vogliono dare un calcio al passato, ballare, divertirsi, ascoltare di nascosto le canzoni americane trasmesse oltre cortina dalla Voice of America. Anita sogna come tutti, ma a differenza degli altri non nasconde l’anima.La ragazza è combattiva e piena di entusiasmo. La sua forza viene dal ricordo dei genitori persi nel lager. Ma nella nuova casa si trova ad affrontare una realtà inaspettata: nessuno, neppure Eli, con cui scoprirà l’amore, vuole ricordare il passato. E il più grande tabù è proprio l’esperienza del campo, quasi fosse qualcosa di cui vergognarsi. Quando Anita tenta di smontare quella difesa collettiva si trova davanti un muro di silenzi. Così, se vuole parlare di ciò che ha passato, può farlo solo con il piccolo Roby, che ha appena un anno e non può capire.Nella mescolanza di popoli e lingue che confluiscono attorno a Praga, Anita si confronta con personaggi indimenticabili: il vulcanico zio Jacob, coscienza critica della comunità ebraica ed estroso musicista nella festa del Purim; Sarah, la dinamica “traghettatrice” armata di pistola, che organizza l’esodo verso la Palestina; il giovane David, rimasto orfano per la tragica scelta dei genitori, con cui inizia una toccante amicizia. Improvvisamente Anita si trova catapultata in una situazione imprevista, che la pone di fronte a una decisione che richiede coraggio. E il film si chiude con un inatteso colpo di scena.

Il film ha ricevuto il patrocinio di Roma Capitale – Assessorato alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità, il patrocinio dell’ANP – Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola e il patrocinio del Comitato di Coordinamento per le Celebrazioni in Ricordo della Shoah. Il 27 gennaio, per la Giornata della Memoria, al Museo Yad Vashem di Gerusalemme, dopo la cerimonia di commemorazione, si svolgerà una proiezione alla presenza di Roberto Faenza e a seguire una tavola rotonda dal titolo “Ricordare, come ricordare”. Il 29 e 30 gennaio si svolgeranno proiezioni e incontri anche ad Haifa e a Tel Aviv. Dice il regista: “Penso che questa storia abbia una valenza in più. Quando si racconta la Shoah, il dopo si tende a dimenticarlo, come se i sopravvissuti non avessero diritto di parola. Nel caso di Anita è un dopo avventuroso, che merita di essere raccontato”. Tutti noi, come ebbe a scrivere Jean Amérie, compagno di baracca di Primo Levi, abbiamo al fianco due angeli in lotta tra di loro: uno che ci sprona a ricordare e uno che invita a dimenticare. Il film racconta proprio questo e offre allo spettatore una soluzione. E come dimenticare le parole del premio Nobel per la pace, il grande scrittore Elie Wiesel, sopravvissuto ad Auschwitz? “Chi ascolta un superstite dell’Olocausto diventa a sua volta un testimone”.

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