I nomi e i luoghi…la Shoah nella provincia di Latina

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Nell’ambito del progetto “Geografia della Memoria nel Lazio” promosso dall’Assessorato all’Istruzione e Politiche per i giovani della Regione Lazio in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah , gli alunni dell’I.S.I.S.S. “Pacifici e De Magistris” di Sezze hanno realizzato il sito “I nomi e i luoghi…la Shoah nella provincia di Latina”, sintesi del lavoro svolto nell’ambito della ricerca “I nomi e i luoghi della memoria nella provincia di Latina”.

Il lavoro ha mirato a realizzare una mappatura di tutti i fatti riconducibili alla persecuzione nazifascista nel periodo 1938-1944 accaduti nel territorio dell’ex provincia di Littoria che dal settembre del ’43 al maggio del ’44 appartenne alla R.S.I. Un filone specifico della ricerca ha ricostruito la vicenda del Sig. Quirino Ricci e di altri uomini e donne non ebrei di Sezze che aiutarono i concittadini dichiarati di “razza ebraica” riuscendo a sottrarli all’arresto e alla deportazione.

Sul piano metodologico la ricerca è iniziata con una ricognizione delle fonti bibliografiche e archivistiche e con l’individuazione di eventuali testimonianze orali. Riguardo le fonti secondarie sono risultati importanti due testi: A.Folchi, Cronache di guerra Littoria 1940-1945 (Formia 2010) e L.Zaccheo, La comunità ebraica di Sezze(Sezze 1987). Il primo volume analizza sinteticamente alcuni documenti relativi alla “questione ebraica” nel nostro territorio conservati all’Archivio di Stato di Latina, il secondo volume raccoglie importanti testimonianze di alcuni degli ebrei che vivevano a Sezze e che riuscirono a salvarsi dalla persecuzione nazifascista. L’incontro in corsa d’opera con il giornalista Emilio Drudi, il quale è in procinto di pubblicare una ricerca analoga alla nostra, ha dato un impulso decisivo al lavoro. Un fonte importante di documentazione, limitatamente alla zona di Sezze, è stata la produzione audiovisiva e cartacea degli alunni del Progetto “Semata” del Liceo di Sezze concernente le vicende della famiglia Spagnoletto-Veneziani (ricerca denominata “Darkhei Shalom, le vie della pace”) e di Margherita Bondì, nata a Sezze nel 1897 e morta ad Auschwitz nel 1944, e della sua famiglia (ricerca denominata “Una stele e un nome”).

Sul piano delle testimonianze orali sono state decisive quelle del Sig. Roberto Ricci e della Sig.ra Lucia Ricci, figli di Quirino, di Giuseppe Spagnoletto e dei discendenti della famiglia Di Veroli che oggi vivono a Roma. Importanti sono state anche le ricerche svolte su alcuni database online e in particolare: “I nomi della Shoah italiana” curato dal CDEC ed “Ebrei stranieri internati in italia durante il periodo bellico” a cura di Anna Pizzuti.